I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito
ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti
la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

Jacque Prevert
whenwillyouacceptyourself asked: Blog stupendo, davvero. Posso chiederti che tema usi? :)

Grazie :)
Il tema aspetta che trovo il nome perchè non mi ricordo :)

"In generale penso che la ragione per cui vai avanti a leggere, nei libri, non dovrebbe essere che vuoi arrivare in qualche posto, ma che vuoi rimanere in quel posto lì. Non ho letto Il Giovane Holden o Cent’ anni di solitudine per sapere come andavano a finire: mi andava di stare in quella luce, o leggerezza, o precisione, o follia, più tempo possibile. E’ un paesaggio, la scrittura, non va a finire da nessuna parte, è lì e basta. Respirarlo è quello che si può fare.”
— Alessandro Baricco, Una certa idea di mondo (via cicciabomba)
"

Sapete che cos’è l’amore?
Quello vero?
Avete mai amato così profondamente da condannare voi stessi all’inferno per l’eternità?

Io l’ho fatto.

— Modigliani; I colori dell’anima. (via insicura)
"Lei era così bella, bella come una che non incontrerai mai, ma sempre sogni di incontrare, come qualcuna che è troppo per te.”
 Jonathan Safran Foer - Ogni cosa è illuminata (via mariofiorerosso)
"Ho capito che non si cambia veramente mai, non c’è modo di cambiare, come si è da piccoli si è tutta la vita, non è per cambiare che si ricomincia da capo.
Si ricomincia da capo per cambiare tavolo, disse.
Si ha sempre questa idea di essere capitati nella partita sbagliata, e che con le nostre carte chissà cosa saremmo riusciti a fare se solo ci sedevamo a un altro tavolo da gioco…”
Alessandro Baricco: Tre volte all’alba
(via kalasum)
"Perchè io sono una di quelle persone a cui piacciono ancora le lettere, i libri con le pagine ingiallite dal tempo, le biblioteche, i musei, i prati con l’erba altissima, le case che cadono a pezzi, i sottoscala, i garage, i divani morbidissimi dove ti ci puoi buttare sopra, le macchine fotografiche vecchie, i maglioni, i viaggi, il freddo, i camini, il legno, la pioggia che batte sui vetri, i caffè presi in un bar che affaccia sulla strada mentre fuori nevica, i francobolli, i biglietti del treno vecchi per ricordarmi dove sono stata, il profumo delle persone, i sorrisi, le mani, le curve, le voci, le parole. A me piacciono ancora i giradischi, le videocassette, gli orologi a pendolo, le vasche con i rubinetti antichi, le fotografie in bianco e nero oppure quelle color seppia, la sabbia, i temporali, il vento, le foreste, il cinguettio degli uccelli. Io sono una persona così, a me piacciono ancora le cose ‘vecchie’.”
— (via vialemanidagliocchi)
"- ci possiamo innamorare per favore?
- mi hai appena chiesto se ci possiamo innamorare?
- sì, credo di avertelo appena chiesto
- non credo funzioni così
- cosa intendi dire?
- penso dovrebbe venire naturale
- tipo?
- tipo la fame, la sete, la nascita e la morte
- le lacrime?
- sì, anche le lacrime
- la pipì?
- certo
- la pioggia, il terremoto, le onde, le nuvole, la luce del sole?
- sì, proprio come il terremoto, le onde, le nuvole, la luce del sole
- come le fusa dei gatti, dunque
- sì, mi sembra tu abbia capito il concetto
- allora aspettiamo, magari succede
- magari succede
- speriamo”
Breve dialogo sulla naturalezza dell’amore - Guido Catalano (via mariofiorerosso)
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